Descrizione
Bergamo, 25 marzo 2026 – É stata presentata questo pomeriggio nella Valle della Biodiversità di Astino la prima Tartufaia della città, un intervento che rafforza la vocazione naturalistica, educativa e culturale di uno dei contesti ambientali più significativi della città, reso possibile grazie a un ampliamento delle superfici concesse al Comune di Bergamo in comodato d’uso dalla Fondazione MIA, pari a 29.167 metri quadrati (circa 3 ettari) di aree prevalentemente boschive.
Sono intervenuti l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini, il direttore dell'Orto Botanico Gabriele Rinaldi, il presidente dell’Associazione Tartufai Bergamaschi Pino Ciocchetti e il consigliere regionale Giovanni Malanchini.
La realizzazione della Tartufaia si inserisce in un percorso di crescita e ampliamento della sezione dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” ad Astino avviato negli anni, offrendo maggiore continuità e respiro all’intera valle e integrando le diverse funzioni già presenti, dalle balze coltivate al vigneto biodiverso al Parco Apistico. Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Associazione Tartufai Bergamaschi.
Nei mesi scorsi sono state messe a dimora 30 piante tartufigene micorizzate di un anno, 16 piante micorizzate con tartufo scorzone o estivo (Tuber aestivum), 4 noccioli, 10 carpini neri e 4 bianchi, 9 roverelle e 3 lecci, 14 piante micorizzate con tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum).
Le analisi chimico-fisiche del suolo avevano infatti evidenziato condizioni favorevoli alla coltivazione del tartufo. La preparazione del terreno ha quindi richiesto esclusivamente la lavorazione del terreno, arricchito con carbonato di calcio da miscelare al terreno esistente.
L’area della Tartufaia è completata da una siepe mista autoctona spogliante, composta da specie arbustive tra cui biancospino, viburno, ginestra, fusaggine, prugnolo, crespino e olivello spinoso, oggi in fase di crescita.
Per i primi due anni è previsto un collegamento con l’impianto di irrigazione del Parco Apistico, che consentirà un’irrigazione di soccorso attraverso un sistema a goccia, lineare per la siepe e circolare per le piante tartufigene, regolato da apposite valvole di flusso.
È in corso la progettazione grafica dei pannelli esplicativi, realizzati – come già avvenuto per il Parco Apistico – dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida della docente Paola Manusardi.
I lavori, eseguiti dall’impresa Paulonia, hanno comportato un investimento complessivo di 7.000 euro.
"I primi tartufi nasceranno tra alcuni anni, ma già da ora vogliamo valorizzare, anche nella Valle della Biodiversità, una tradizione bergamasca di nicchia che merita di essere conosciuta e trasmessa. Quello della tartufaia comunale è un percorso che entra nella sua fase operativa, inserendosi in modo naturale nell’ampliamento dell’Orto Botanico e nella sua vocazione educativa e scientifica. Come ogni area dell’Orto, anche la tartufaia sarà accompagnata da un percorso didattico, pensato per le scuole e per i visitatori, per conoscere le specie autoctone e comprendere i processi simbiotici che rendono possibile la nascita del tartufo: un prodotto prezioso, espressione della biodiversità e della qualità della nostra tradizione gastronomica di città creativa dell'Unesco” dichiara l'assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini.
“Con questo nuovo settore della Valle della Biodiversità introduciamo un tema affascinante come quello dei tartufi, funghi ipogei, particolari sia dal punto di vista alimentare sia biologico. La loro esistenza è strettamente legata a una relazione di simbiosi con gli alberi: attraverso le radici si sviluppa un rapporto reciproco, l’ectomicorriza, che consente a entrambi di trarre beneficio. Anche la loro diffusione segue dinamiche naturali molto interessanti: alcuni animali, come cinghiali, piccoli roditori, lumache e alcuni insetti si nutrono dei tartufi e contribuiscono poi, inconsapevolmente, alla dispersione delle spore nel bosco” dichiara il direttore dell'Orto Botanico Gabriele Rinaldi.
“É un grande piacere essere oggi al battesimo di questo qualificante progetto. Il mio ricordo corre al 2012, quando da sindaco di Spirano inaugurai la nostra piccola tartuficoltura. Oggi, grazie agli sforzi congiunti di più soggetti, prende il via questo nuovo impianto che può diventare un progetto pilota grazie alla divulgazione dell'Orto Botanico di Bergamo. Complimenti all'assessora Oriana Ruzzini e a Gabriele Rinaldi che hanno fortemente voluto questo intervento e grazie ai sempre presenti Tartufai bergamaschi” dichiara il consigliere regionale Giovanni Malanchini.
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